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Giummo (JOFC Centumcellae): "Siamo secondi per numero di iscritti, vi spiego perché è intitolato a Buffon. Olimpico? La storia dimostra che in casa giocheremo noi"

04.04.2025 17:30 di  Mirko Di Natale  Twitter:    vedi letture
ESCLUSIVA TJ - Giummo (JOFC Centumcellae): "Siamo secondi per numero di iscritti, vi spiego perché è intitolato a Buffon. Olimpico? La storia dimostra che in casa giocheremo noi"
© foto di Carlo Giummo

Non si può più sbagliare. La Juventus arriva a Roma con un pizzico di fiducia in più per la vittoria con il Genoa, ma consapevole che il quarto posto dista ancora un punto. La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, il presidente dello Juventus Official Club di Centumcellae, Carlo Giummo, per parlare approfonditamente della sfida dell'Olimpico e non solo:

Come nasce lo Juventus Club Centumcellae e come mai avete deciso di dedicarlo a Gianluigi Buffon?

"Questo club, inizialmente inquadrato nell’era degli Juventus Club Doc, prende vita a Civitavecchia nel giugno del 2007, non a caso immediatamente dopo le vicissitudini di Calciopoli. La scelta di intitolarlo a Gianluigi Buffon deriva dal fatto che fino a quel momento in Italia, non c’era ancora nessun club ufficiale dedicato al portierone bianconero. Un riconoscimento a dir poco doveroso per un campione immenso che ha dimostrato inoltre un vero ed incrollabile attaccamento alla maglia anche in un periodo buio come quello della stagione assurdamente trascorsa in Serie B".

Ma leggevo che nel 2019 è successo un altro avvenimento, o sbaglio?

"Sì, grazie ad un ormai collaudata quanto sana comunione di intenti, lo JCD Centumcellae si è fuso con un altro corposo gruppo di tifosi ed amici proveniente dal Club Zebroni espandendo così struttura, orizzonti ed ambizioni. Da quel momento in poi è cominciata una inarrestabile escalation sull’onda degli obiettivi e dei sogni dell’intero nuovo direttivo. In pochi anni siamo passati, gradualmente, dall’ottavo posto della classifica dei club mondiali con quasi 600 soci fino ai più di 1600 registrati nella passata stagione, diventando così uno dei primi 3 JOFC più grandi del mondo". 

Mi spieghi come mai cambierete denominazione in "Orgoglio Bianconero"?

"L’idea orgoglio bianconero da un lato è stata generata dal post Calciopoli e dall’altro grazie al semplice obiettivo di rappresentare e accomunare quanti più sostenitori possibile con un unico intento: quello di condividere la stessa passione, al di là dell'appartenenza territoriale di ciascuno, senza alcuna distinzione o campanilismo. Come da insegnamento della stessa Juventus".

Quale è, dunque, il vostro obiettivo?

."Cercavamo, cerchiamo e cercheremo sempre di definire la nostra identità, in modo che possa in ogni caso rispecchiare i valori e gli ideali della squadra per la quale tifiamo, a prescindere dal territorio dove tale identità nasce e si esprime. E non poteva esserci scelta migliore. Nel giugno dello scorso anno, abbiamo inaugurato questa nuova identità con una grande festa a Civitavecchia, alla quale han preso parte campioni ed eroi del nostro storico passato che resteranno per sempre nel cuore del popolo bianconero, campioni del calibro di Tacchinardi, Torricelli, Di Livio, Padovano e Ravanelli. Veri protagonisti del passato che rappresentano in pieno l'orgoglio bianconero".

Roma è terra di bellissimi ricordi per i colori bianconeri, quanto calore ci sarà da parte del pubblico di fede bianconera?

"Roma storicamente è terra di grande conquista per i colori bianconeri, abbiano avuto modo, piacere e privilegio di festeggiare numerosi trofei sotto il cielo della Capitale, più di chiunque altro. E arrivò persino un tricolore, quello dell’indimenticabile 5 maggio. Conosciamo bene la dimensione del calore dell’Olimpico, soprattutto quello della sponda giallorosa, ma sappiamo bene come difenderci. D'altronde, come la storia dimostra, in tutti gli stadi, Roma compresa, in casa giochiamo noi!".

Che aria si respira a Roma nella settimana della partita con la Juventus?

A Roma, da un punto di vista calcistico, sono tutti concentrati sulla disputa tra giallorossi e biancocelesti e pertanto alcune dinamiche, soprattutto dopo i nove scudetti di fila, sono passate inosservate. Poi è chiaro che nella settimana della partita, la Juve torna ad essere la rivale di tutto e di tutti. Abbiamo una tifoseria molto corposa tra città e provincia e spesso, come recita il famoso detto... Tra i due litiganti, la terza gode"

Tornando al match, preparerete delle coreografie particolari?

"No, non questa volta. In termini di coreografie, nella passata stagione abbiamo avuto la piacevole opportunità di preparare la coreografia della curva in occasione della vittoriosa finale di coppa Italia contro l’Atalanta. È stata un’esperienza bellissima. Per questa occasione non è stato organizzato nulla di particolare in quanto non abbiamo l’autorità né la competenza per farlo autonomamente. Di sicuro, come da tradizione, ci incontreremo prima della partita per la consueta foto di gruppo insieme ai quasi 200 soci partecipanti alla partita con lo striscione del nostro JOFC".

A livello di numeri, iscrizioni e affluenza, quale è stata la risposta a livello di JOFC?*

"È stata ed è una stagione complicata, faticosa, ma ricca di soddisfazioni. Quest'anno abbiamo raggiunto quota 2588 soci, migliorando i 1612 iscritti dell’annata passata. Questo ci ha consentito di diventare il secondo JOFC più grande al mondo per numero di iscritti. Un traguardo che ci rende orgogliosi e che premia tutti i ragazzi che curano l’organizzazione e la gestione del club, rendendo questo meccanismo efficiente e vantaggioso per tutti i suoi iscritti. Come club, gestiamo la biglietteria sia per gli eventi casalinghi che quelli in trasferta, Europa compresa. Ad oggi abbiamo registrato un’affluenza media di circa 180 partecipanti a match con picchi di 380 come in occasione dei big match e della gara casalinga di Champions League contro il Manchester City. Grazie all’organizzazione dei pullman abbiamo modo di creare piacevoli forme di aggregazione per passare giornate intere a fare ciò che più ci piace fare: seguire la nostra Juventus".

Sei fiducioso per la sfida di domenica sera e in generale sei convinto che la squadra arriverà quarta?

"Durante la stagione, ultimo mese a parte, questa squadra non ha mai sfigurato nei big match. Anzi. Ha sempre dimostrato di potersela giocare contro chiunque. Siamo tifosi della Juventus, è doveroso pensare sempre al meglio, siamo costruiti per vincere ed è già duro accettare di non poter competere. Siamo consapevoli di avere strutture e capacità per tornare quanto prima a primeggiare, bisognerebbe solo concedersi ancora un po' di sana pazienza. Domenica mi aspetto una Juventus convincente, consapevole dei propri mezzi e con l’impronta del suo nuovo allenatore che, come spiegato dai protagonisti del passato, conosce perfettamente il significato del concetto di juventinità. Mi auguro sappia trovare il modo di trasmettere velocemente questi valori. In questo momento reputo più importante lavorare sull’uomo, sul gruppo, sulla coesione, sulla testa, che sulla tattica. Mancano ancora 8 partite, per quanto mi riguarda possiamo benissimo puntare al di sopra del quarto posto che è un obiettivo più che raggiungibile. A partire da domenica, nonostante le difficoltà, mi aspetto una Juventus degna del proprio blasone. Perché si sa, come ci insegnano dalle nostri parti, vincere non è importante ma l'unica cosa che conta".

Si ringrazia Carlo Giummo per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.

© foto di Carlo Giummo
© foto di Carlo Giummo
© foto di Carlo Giummo