Il disaccordo di Sissoko: "Avrei tenuto Motta, contrario al tipo di contratto offerto a Tudor. David forte, ma c'è un attaccante che sto consigliando da quattro anni..."

"In estate era stato avviato un progetto molto interessante, con un nuovo allenatore bravo come Thiago Motta e tanti nuovi calciatori. Ci voleva un po' più di tempo, invece nel calcio a decidere sono sempre e solo i risultati". E' l'analisi di Mohamed Sissoko, ex centrocampista bianconero dal 2007 al 2011, che in esclusiva ai microfoni di TuttoJuve.com ha parlato degli ultimi avvicendamenti in casa bianconera e non solo:
Ci fai capire che avresti tenuto Thiago, vero?
"Sì, un allenatore ha bisogno di tempo per lavorare. Mi spiace che i tifosi siano rimasti delusi dai risultati, ma resto sempre convinto che Thiago diventerà un grandissimo allenatore".
Parafrasando un noto telefilm, e ora è arrivato Igor Tudor. Parere?
"Era la scelta migliore che potessero fare. Igor è prima di tutto juventino, conosce l'ambiente e ha la personalità giusta per far bene. Pur restando fedele a quanto detto prima, io sono con lui".
Ha fatto bene Tudor a firmare per soli tre mesi? Lui ha la possibilità ovviamente di guadagnarsi la riconferma attraverso i risultati, ma la società potrebbe decidere di salutarlo ugualmente con una clausola d'uscita presente sul contratto.
"Onestamente, non sono molto d'accordo con questo tipo di contratti. Sono un po' perplesso, per ottenere dei risultati e raggiungere degli obiettivi c'è bisogno di almeno un anno o un anno e mezzo di lavoro. Non mi piace come sta cambiando il calcio. Prima non era così".
Sei fiducioso per questo finale di stagione?
"Dobbiamo esserlo, perché la Juventus è la Juventus. I giocatori sembravano aver perso la fiducia, per questo ci voleva un allenatore grintoso e di polso. Poi quando avvengono questi cambi, che io ho vissuto da calciatore, chi entra da fuori è già consapevole di quali siano le soluzioni per cambiare rotta. Vedrete che molti calciatori torneranno a rendere".
Che partita sarà quella dell'Olimpico?
"Con la Roma sono sempre delle sfide difficili ed equilibrate, poi l'Olimpico è uno stadio molto caldo e il pubblico cerca sempre di trascinare i suoi giocatori. Per far risultato lì ci vorrà più cattiveria degli avversari, per questo sono convinto che la Juve farà bene".
E l'allenatore della Roma è Claudio Ranieri, che tu conosci molto bene.
"E' stato mio allenatore alla Juventus, ma lo conoscevo già dai tempi di Valencia. Claudio è prima di tutto una grande persona, molto bravo ad allenare e a tenere unito lo spogliatoio. Ho bei ricordi con lui".
Tudor ha rimesso Vlahovic al centro del villaggio, mossa giusta?
"Mi aspettavo che Tudor potesse rimettere subito titolare Vlahovic, lui ha bisogno di fiducia e l'allenatore è quello giusto in tal senso. Con queste condizioni, per me può dimostrare di più. Magari Tudor già a Roma può farlo giocare in tandem con Kolo Muani".
Thuram invece gioca nei due di centrocampo, non è che può essere più limitato nelle sue scorribande offensive?
"No, in realtà no. Perché uno dei due farà il lavoro difensivo e l'altro avrà più libertà ad attaccare. Khephren è un giocatore box to box, lo è stato con Motta e lo sarà ancora con Tudor".
A centrocampo, il giocatore su cui puntare è Sandro Tonali?
"Mi piace moltissimo, è un giocatore che ha qualità ed è uno dei migliori in Premier. Poi è italiano, c'è bisogno di ricreare lo zoccolo duro italiano. Sinceramente approverei il suo arrivo".
Approveresti anche quello di David?
"E' molto forte, uno dei migliori di Francia da ormai diversi anni. Ha tutte le capacità per giocare nella Juve, è bravo a far gol e a far reparto da solo. C'è bisogno di lui. Ma ad esser sincero, è da quattro anni che sto proponendo un attaccante...".
Credo che il tuo identikit corrisponda a Victor Osimhen.
"Esatto (sorride ndr), ci dobbiamo puntare e lo sto dicendo da tanto tempo. E' un grandissimo attaccante, costa tanto ma è fortissimo. E' un top, ti assicura almeno 25 gol all'anno. E' da prendere a tutti i costi".
Si ringrazia Mohamed Sissoko per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.