E' ufficiale: da Calciopoli a Farsopoli. La cronaca diventa storia: tutte le tappe. E adesso cosa farà la FIGC?

04.04.2025 00:00 di  Luigi Schiffo   vedi letture
E' ufficiale: da Calciopoli a Farsopoli. La cronaca diventa storia: tutte le tappe. E adesso cosa farà la FIGC?

Con la sentenza 6116 della Cassazione (7 marzo scorso, di cui siamo venuti a conoscenza non grazie ai media, ma a un'avvocatessa della Jdentità Bianconera…), quella che ha stabilito che la Juventus non deve nulla al Bologna retrocesso nel 2004-05 perché “gli eventi di frode sportiva non avevano determinato alcun significativo mutamento della classifica finale”, si può dire che per la vicenda Calciopoli, dopo 19 anni, sia finito il tempo della cronaca e sia iniziato quello della storia. Dato che il Tribunale di Napoli era già giunto alla stessa conclusione al termine del procedimento penale sulla questione, definendo regolare il campionato e  la “frode” dei dirigenti accusati come “reato a consumazione anticipata ” (in pratica, basta aver pensato di trarre vantaggio da certe situazioni, anche senza che ci sia nulla di concreto), possiamo ormai battezzare ufficialmente la vicenda come FARSOPOLI. E allora ripercorriamola questa storia, che ha cambiato artificiosamente il calcio italiano degli ultimi 20 anni. In realtà si è fatta (volutamente?) molta confusione con il termine “Calciopoli”, mescolando quattro cose da tenere separate.

LO SCANDALO SUI MEDIA: nei mesi precedenti l'estate 2006 vengono pubblicate con ampio risalto quotidiano intercettazioni ABUSIVE relative alla stagione 2004-05 (non disposte da nessun tribunale, ma condotte in proprio dalla Telecom legata all'Inter attraverso Tronchetti Provera), con la seguente narrazione: il calcio italiano è condizionato da una “Cupola” la cui figura centrale è Luciano Moggi della Juventus. In realtà si scoprirà negli anni successivi che quelle intercettazioni erano state selezionate in un mare molto più ampio da cui emergerà che in realtà non c'era nessuna Cupola, ma un sistema di relazioni con i designatori arbitrali che riguardava di fatto tutte le società, senza nessun peso specifico particolare di Moggi rispetto ad altri.

IL PROCESSO SPORTIVO: sulla base delle intercettazioni rese note prima dell'estate 2006, nel giro di tre settimane di luglio i tribunali federali compiono due gradi di giudizio. La Juventus (che nel frattempo ha 9 giocatori nella finale del Mondiale a Berlino che porta gloria alla Figc) viene accusata di “illecito sportivo strutturato” (fattispecie inventata per l'occasione), secondo cui una serie di accuse per “slealtà sportiva” equivalgono a un'accusa per “illecito sportivo”. Chi ha qualche annetto troverà l'analogia con le partite ai giardini o all'oratorio in cui vigeva la regola “ogni tre calci d'angolo un rigore”. Risultato: Juve in Serie B a -17 (poi con lo sconto finale a -9), due scudetti revocati (2004-05, quello delle intercettazioni, e 2005-06, campionato mai sotto indagine), Moggi e Giraudo radiati. La Juventus, dopo aver assecondato con il suo avvocato le richieste della Procura Federale, fa ricorso al Tar, con probabile conseguente blocco dei campionati. Poi però lo ritira con tanti complimenti del presidente Fifa Blatter a Montezemolo. Vengono punite anche Milan, Lazio e Fiorentina. 

Corollario: lo scudetto 2005-06 viene assegnato all'Inter, terza in classifica alle spalle delle penalizzate Juve e Milan. Piccolo particolare: decisione presa con un comunicato dal Commissario Straordinario della Figc, Guido Rossi, ex cda Inter e figura legata a Telecom di Tronchetti Provera e Saras di Moratti.

IL PROCESSO PENALE - Il Tribunale di Napoli, a seguito di quanto emerso dallo scandalo mediatico e dal procedimento sportivo, 2008-09 procede per “associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva”. Alla sbarra Moggi, Giraudo, un gruppo di arbitri, i designatori arbitrali, il vicepresidente Figc, Lotito per la Lazio, Meani per il Milan, Della Valle per Fiorentina. Dopo due gradi di giudizio, Moggi e Giraudo vengono condannati, ma poi la Cassazione nel 2015 annulla i verdetti per “associazione a delinquere” e “frode” (intesa come dicevamo prima e cioè come reato a consumazione anticipata) per intervenuta prescrizione così come per gli altri imputati condannati (i tempi si erano allungati a causa dell'accusa e non della difesa). Assolti invece tutti gli arbitri, tranne De Sanctis per una gara non riguardante la Juventus.

A proposito di Juventus: viene dichiarata estranea alla vicenda sia in primo che in secondo grado. 

A proposito della regolarità del campionato 2004-05: nessuna partita fu alterata. 

Durante il processo di Napoli, la difesa di Moggi porta alla luce le “intercettazioni dimenticate” che mettono in nuova luce la vicenda (nessuna Cupola, ma sistema diffuso) e chiamano pesantemente in causa anche l'Inter. 

LA RELAZIONE PALAZZI - Sulla base delle “intercettazioni dimenticate”, fatte circolare dal Team Ju29ro, il Procuratore Federale Palazzi (lo stesso del processo sportivo sopra ricordato) nel 2011 scrive una nuova Relazione, in cui esprime chiaramente quanto segue: l'Inter aveva commesso illecito sportivo (e nemmeno “strutturato” come nel caso della Juve) e doveva essere retrocessa in Serie B (altro che “scudetto degli onesti”!), però non si può procedere per sopravvenuta prescrizione. Da allora nessun tribunale (sportivo o amministrativo) a cui si è rivolta la Juventus di Andrea Agnelli ha dato una risposta in merito alla mancata revoca dello scudetto assegnato a tavolino nel 2006 da Guido Rossi.

Questa è la storia. Se la Figc non ritiene di doverla considerare, problema suo per credibilità e affezione dei tifosi non solo juventini al calcio italiano. Se i tifosi interisti o anti-juventini non vogliono considerarla, che vivano pure sempre come se fosse l’estate del 2006, magari festeggiando il Mondiale più juventino di sempre.