LA LANTERNA VERDE - Secondo dramma sportivo… ricordiamoci di Thuram
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Un tonfo clamoroso che fa malissimo. Dopo aver salutato la Champions League prima del previsto, la Juventus di Thiago Motta fallisce il secondo obiettivo stagionale, ovvero la Coppa Italia. Davanti al proprio pubblico, i bianconeri si sciolgono di fronte ad un Empoli in crisi totale in campionato e infarcito di giovani. Una prestazione horror, non la prima della stagione. E dire che, prima del fischio d’inizio, c’erano tutte le condizioni per una serata di sorrisi e applausi. Reduce da quattro vittorie consecutive in campionato (anche se inframezzate dalla debacle nei play-off di Champions League), la Juventus sembrava destinata a divorarsi il piccolo Empoli. Eh no, invece la serata è diventata un incubo degno del miglior Shyamalan… Tutto è andato per il verso sbagliato, tutti hanno fallito, in primis Thiago Motta che, al di là di prendersela con una bottiglietta d’acqua, non ci ha capito nulla… Chiaro, i rigori sono una lotteria ma la Juventus non avrebbe mai, ma proprio mai, arrivarci.
Vero, Thiago Motta è arrivato solo la scorsa estate ma, con due obiettivi falliti su tre (resta solo la qualificazione alla prossima Champions League come traguardo possibile), è difficile non giudicare negativamente l’ex tecnico del Bologna. Ciò che preoccupa maggiormente è l’incapacità della squadra di trovare continuità nei risultati e, soprattutto, di non essere cresciuta, sia a livello di gioco che di sicurezza mentale. Troppo spesso, alla prima difficoltà, la Vecchia Signora si è persa in un bicchiere d’acqua. Con l’Empoli è accaduto nuovamente e, per una società come la Juventus, questo è inaccettabile.
Anche a livello di singoli c’è da fare delle riflessioni importanti. Koopmeiners e Nico Gonzalez, due degli acquisti estivi più strombazzati, stanno giocando a livelli pessimi. Eppure, per qualche strano motivo, Thiago Motta li considera titolarissimi.
La difesa, seppur falcidiata dagli infortuni, balla tremendamente e, a centrocampo, non c’è nessuno che ha il carattere necessario per diventarne il leader (Douglas Luiz è continuamente alle prese con problematiche fisiche). Pure Vlahovic, che l’impegno lo mette sempre, sembra svuotato (rigore alle stelle, pesante per il suo morale). Solo Kolo Muani ha lo spirito giusto ma, come si sa, un giocatore, da solo, non può risolvere tutti i problemi, a meno che non si parli di geni come Maradona o Messi…
Al di là dell’eliminazione, il calcio resta un gioco meraviglioso. Basta un attimo per regalare emozioni uniche. Quello che è accaduto all’Allianz Stadium al 66’ di Juventus-Empoli è qualcosa di magico che, per chi ama il calcio, è un toccasana per l’anima. Protagonista assoluto: Khéphren Thuram (quello che Thiago Motta ha lasciato spesso in panchina nelle ultime settimane). Il francese, con i bianconeri sotto 0-1, inventa una giocata “alla Ronaldinho” da spellarsi le mani. Affondo con dribbling di tacco e palla in fondo alla rete. Tutti a bocca aperta, tutti ammaliati… “Mamma mia” grida Perin, a certificare l’eccellenza della giocata. Un gol capolavoro (nel senso vero del termine) che, purtroppo, non ha evitato un vero dramma sportivo. Comunque sia, quel gol lo ricorderemo, almeno io lo ricorderò. Per il resto, crisi nera, anzi nerissima…