Le bugie inaccettabili rivelano un gruppo spaccato (almeno) a metà

05.04.2025 11:30 di  Andrea Losapio   vedi letture
Le bugie inaccettabili rivelano un gruppo spaccato (almeno) a metà
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© foto di Federico De Luca 2025

"Lo spogliatoio bianconero contro di me? Sono bugie inaccettabili". Thiago Motta è tornato a parlare dopo qualche giorno di "assenza comunicativa", parlando della situazione che stava attraversando con i giocatori. Ammesso e non concesso che parlare di rivolta è probabilmente esagerato, così come il "giocare contro l'allenatore" che si è ascoltato da più parti, dall'altro è inutile nemmeno mettere la testa sotto la sabbia. Il repulisti estivo poteva essere comprensibile, quello di gennaio è stato probabilmente fuori tempo massimo, il continuare a cambiare le gerarchie - anche senza particolari motivazioni - non ha aiutato.

D'altronde il fatto che solo Bremer, fuori da lungo periodo, e Mbangula abbiano salutato il proprio ex mister è una cartina tornasole di quanto è successo. In molti non erano felici delle scelte di Motta, ma anche del suo modo di relazionarsi, giusto o sbagliato che fosse, con il gruppo. Non è solo quello che si è visto sui social, ma quanto giornalmente veniva raccontato da chi vive all'interno della società.

D'altro canto Giuntoli ha fatto un ultimo tentativo, dopo la Fiorentina. Per capire se c'era la possibilità di continuare con il tecnico, oppure se aveva perso le redini della squadra, se il gruppo non fosse spaccato a metà. Com'è andata è oramai storia: pochi giorni dopo la scelta di riconfermarlo davanti alle telecamere, ecco il dietrofront che poteva sembrare inaspettato. Non per chi è stato dentro sin dal giorno zero. E queste non sono bugie inaccettabili, purtroppo per Motta e la Juve.