Repice a RBN: "Non si possono fare calcoli adesso. Va in campo chi sta meglio, chi corre di più"

Il calcio di oggi non è più quello di una volta, si è persa la magia dello sport più bello del mondo e a dirlo non è uno qualunque, bensì uno che di partite ne ha viste e commentate centinaia. Francesco Repice, radiocronista Rai, vorrebbe che ci fosse calma nel giudicare e commentare, soprattutto se si parla di giovani calciatori. Nella chiacchierata fatta questa mattina su Radiobianconera durante RBN Cafè, si sofferma in particolare su Koopmeiners e Yildiz, con quest'ultimo che passa dal diventare un fenomeno per aver segnato il gol col Genoa, dopo essere stato misteriosamente accantonato da Motta nelle settimane precedenti: deve avere il tempo per trovare quell'equilibrio che fino ad oggi gli è mancato.
"Koopmeiners? Aspettano fiduciosi i tifosi della Juventus, si aspetta e ci si accontenta di quel che si ha. Non lo conosco caratterialmente, non so se sia uno di quelli che vanno incoraggiati o uno di quelli che vanno spronati con decisioni drastiche come quella di essere messo da parte per qualche tempo. Credo che tutti questi discorsi in una squadra di calcio, quando c'è' da raggiungere un obiettivo, devono essere messi da parte perchè il singolo non conta cosi tanto. L'interesse della Juve è quello di raggiungere e mantenere il piazzamento Champions, Koopmeiners o non Koopmeiners. Roma-Juve andrebbe bene finisse in pareggio? Fare calcoli con 24 punti punti a disposizione no, sei spacciato se li fai. Devi solo vincere perchè se ti scappano li davanti non riesci a riprenderle, non manca molto alla fine del campionato. Il Bologna se la vede col Napoli, poi c'è la sfida dell'Olimpico appunto e loro potrebbero essere agevolate proprio dalla partita del Dall'Ara. Chi sta meglio va in campo adesso, chi corre di più. Da qui in avanti è come un Mondiale, ogni partita è una finale. Chi corre di più vince, nessuna delle due ha il giocatore a disposizione che può risolvere la partita (Dybala è fuori fino a fine campionato).
Yildiz? Io ho la memoria lunga e la maglia numero 10 non era ancora per lui. C'è bisogno di più tempo e di dimostrazioni, l'ha indossata chi ha fatto la storia della Juventus. Certe cose sono sacre, anche se è lui è bravissimo. In Italia non possiamo fare gli schizzinosi in determinate situazioni, non possiamo dettare noi i prezzi. Non vedo una cifra a tripla cifra per lui pronta".
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