Capello: "La Juve non ha equilibrio. Serve una svolta, anche a livello di mentalità"

28.02.2025 12:00 di  Giuseppe Giannone   vedi letture
Capello: "La Juve non ha equilibrio. Serve una svolta, anche a livello di mentalità"
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Sulle pagine de "La Gazzetta dello Sport", Fabio Capello, ex allenatore, tra le altre, della Juventus, analizza il momento della squadra bianconera: "La Juventus non ha equilibrio e questo la porta ad essere troppo vulnerabile. Contro l’Empoli Motta ha cambiato atteggiamento. La squadra ha cercato, giustamente, di giocare più in verticale, di velocizzare la manovra. Un cambio di impostazione che andava fatto molto prima.

A Bologna, il gioco di Motta era imperniato sul palleggio in orizzontale, una costruzione lunga e paziente, che poi trovava un’accelerazione negli ultimi venti metri grazie alle doti atipiche di Zirkzee. Questa strategia a Bologna ha funzionato anche per l’atteggiamento degli avversari, di certo meno chiusi e più propositivi, rispetto alla tipologia di partite che la Juventus si trova ad affrontare. Non me ne vogliano i rossoblù, che peraltro stanno facendo cose straordinarie, ma spesso e volentieri gli avversari dei bianconeri pensano soprattutto a difendersi. Difficile sfondare con un palleggio, per quanto utile, comunque troppo attendista. Alla Juve devi rischiare di più, devi trovare il modo di essere meno leggibile. I tredici pareggi in campionato sono anche figli di questo atteggiamento: punti lasciati per strada a causa di una impostazione troppo scontata. Motta non abbia remore a cambiare rotta, anche perché gli elementi per velocizzare il gioco non gli mancano.

Serve una svolta anche a livello di mentalità. E pure qui il lavoro del tecnico è imprescindibile. Nel tenere alta la motivazione anche dopo una eliminazione di Champions. Gli stimoli non servono quando affronti grandi partite, servono molto di più quando il risultato sembra scontato e rischi di sottovalutare l’avversario. Una squadra non si accende e si spegne come un’interruttore della luce: la gestione dell’allenatore è fondamentale".