Spalletti: "Elkann mi apprezza? Mi fa piacere saperlo"
La Roma si è salvata in extremis contro il Catania, grazie a un gol in pieno recupero di Panucci. Ma nonostante il 4-3 agli etnei, il Luciano Spalletti che si presenta ai microfoni di Sky non è allegro. Né può esserlo in una giornata in cui squadra e società sono state per l’ennesima volta contestate pesantemente dai tifosi. Ma a tenere banco è soprattutto il futuro del tecnico giallorosso, con le voci che lo danno tra i papabili per la panchina della Juventus. Un discorso che Spalletti affronta con evidente fastidio: "Secondo me questo tipo di dialogo è scorretto per quello che è stato il lavoro fatto da Ranieri - risponde l’allenatore toscano -. Conosco molto bene Claudio, lo ritengo un grande allenatore e soprattutto una grande persona. Io ho fatto molto peggio di lui, non vedo perché questo fatto dovrebbe mettere in risalto la mia posizione, la mia possibilità. Penso che sia corretto, dal mio punto di vista, cercare di dialogare e fare dei discorsi coerenti: io sono a Roma, la Roma sta andando male e che faccio? Parlo in funzione della Juventus, del cambiamento che faranno alla Juventus? È giusto che rimanga nel mio territorio a badare a quelle che sono le cose di casa nostra".
Stessa reazione quando dallo studio gli ricordano che John Elkann ha espresso giudizi più che favorevoli nei suoi confronti. "Questi sono discorsi che fanno sempre piacere - replica Spalletti - però in questo momento non ho mai ricevuto niente da nessuno, come mai ho ricevuto l’anno precedente o due anni fa. Mi vuole solo la Roma, per quello che ho sentito dire…".
Quanto alla partita di oggi contro il Catania, ecco l’analisi del tecnico giallorosso: «La squadra ha sudato bene nel primo tempo - afferma - in maniera organizzata e coerente, poi, quando la partita sembrava essere in discesa, probabilmente il fatto di crederla ormai vinta ci ha fatto abbassare un po’ i ritmi e le attenzioni. Si è giocato con troppa superficialità, abbiamo commesso un paio di leggerezze e il Catania, invece, facendo vedere lo stesso spirito che ha accompagnato la corsa di questa squadra per tutto il campionato, è riuscito a pareggiare. A quel punto è stato tutto più difficile, perché la troppa sicurezza diventa timore di non farcela, ma nonostante tutto la squadra ci ha provato lo stesso e da ultimo è stata premiata».
È stata una partita calda anche dal punto di vista ambientale: è difficile per la squadra giocare a Roma con i fischi dei tifosi, in queste condizioni? «Giocare nel nostro stadio è sempre stato facile, perché ci fa sentire, anche quando siamo contestati, quella che è la forza e la presenza del nostro pubblico. È chiaro che quando le cose vanno male il pubblico partecipa in un’altra maniera, però noi sappiamo quello che hanno i nostri tifosi in fondo al cuore ed è ciò che fa la differenza, al di là di qualche parola in qualche momento difficile, che noi dobbiamo saper gestire perché si sa che origini ha».
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